Come curare i traumi sportivi in modo naturale

Si può intervenire per curare i traumi sportivi anche senza farmaci, servendosi solo di rimedi naturali. Ovviamente se il trauma è grave è opportuno farsi sempre vedere da un medico, ma per un primo soccorso o traumi lievi la natura fornisce un valido aiuto.

La bella stagione, con le sue giornate miti e soleggiate, riaccende la voglia di fare attività fisica all’aria aperta, e questo offre grossi vantaggi non solo fisici ma anche mentali, infatti  il carico di stress diminuisce rendendoci più tranquilli e rilassati, tuttavia bisogna fare attenzione ad eventuali incidenti, anche se poi si possono curare i traumi dello sportivo in modo del tutto naturale, se naturalmente non sono gravi.

Svagarsi all’aperto è un vero toccasana, specialmente nelle aree verdi della città, luoghi ideali per dedicarsi al fitness primaverile. Alcuni di noi si allenano durante tutto l’inverno, altri invece, in genere sedentari cercano di eliminare quei chiletti di troppo per tornare in forma in vista dell’estate. Purtroppo, però, l’attività fisica, specie se improvvisata, espone a diversi rischi, come sovraccarichi articolari e tendinei, infortuni muscolari, eccessivo affaticamento e errori alimentari…

Vediamo allora come ovviare a spiacevoli inconvenienti grazie ai consueti rimedi naturali.

Primo soccorso su come curare i traumi sportivi

La prima cosa da fare in caso di traumi sportivi è mettersi in assoluto riposo, altrimenti si rischia solo di peggiorare la situazione. Ricorrere subito a farmaci antidolorifici non è consigliabile poiché il nostro corpo, proprio tramite il dolore, cerca di comunicarci qualcosa. Se il dolore compare durante la pratica sportiva, è utile applicare la borsa del ghiaccio.

Nei casi in cui prosegue anche successivamente, ed è accompagnato dall’impossibilità di muovere l’arto infortunato, è consigliabile tenerlo in posizione sollevata (scarico) e applicare un bendaggio compressivo. Proseguire poi con l’applicazione locale della borsa del ghiaccio. In questi casi, l’uso di farmaci antinfiammatori e antidolorifici è efficace ma non privo di effetti collaterali, basti pensare ai disturbi gastrointestinali.

Curare i traumi sportivi con l’arnica montana

Si può intervenire sulla parte dolorante con applicazioni a base di arnica monana, una pianta medicinale, appartenente alla famiglia delle asteracee, famosa proprio per le sue proprietà analgesiche. Le parti utilizzate a scopo curativo sono il rizoma, i fiori e le radici. Agisce contro le ecchimosi e ha proprietà antinfiammatorie tanto che viene impiegata con successo come rimedio naturale per i tipici traumi degli sportivi (contusioni, distorsioni, dolenzia muscolare, ecchimosi, gonfiore da trauma, vesciche…) ma anche in tutte quelle situazioni come dolori reumatici, flebiti superficiali fino al classico torcicollo.

In genere, per problematiche quali tendiniti e contratture muscolari sono ottimi il gel o la pomata purché abbiano una concentrazione almeno al 30% del suo oleolito. Un discorso a parte merita l’olio di arnica, dalle proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e stimolanti la circolazione. Oltre a ridurre il dolore e il gonfiore, è ottimo per il riassorbimento di lividi, ematomi ed edemi da frattura.

DSCN2776In foto: Unguento all’Arnica e Tea tree in vendita su http://www.saponetico.com

Fonte: http://www.tuttogreen.it

L’olio di palma fa male a salute e ambiente, ma è proprio vero?

Se volete sapere se l’olio di palma fa male alla salute, è realmente cancerogeno, che ruolo ha nella deforestazione e quindi nell’innalzamento delle temperature, quali sono le ragioni della sua diffusione nei prodotti alimentari e quali sono quelli che non lo contengono (almeno in Italia): leggete qui!

Da diversi anni si parla del ruolo dell’olio di palma nei prodotti alimentari e ultimamente sono emerse sue responsabilità legate al cambiamento climatico, facciamo dunque chiarezza per capire se realmente l’olio di palma fa male alla salute e all’ambiente.

Questo grasso si ricava dai semi della palma da olio coltivata nelle regioni umide dell’Indonesia ed è presente in moltissimi prodotti alimentari e cosmetici come stabilizzatore, conservante contro l’ossidazione, e ammorbidente della consistenza. L’olio di palma negli ultimi anni sta sostituendo gli oli vegetali parzialmente idrogenati (per ridurre gli acidi grassi trans) ritenuti dannosi, per cui ne è aumentato enormemente l’impiego.

Basso costo e versatilità lo rendono uno degli ingredienti maggiormente diffusi, soprattutto nell’industria alimentare, dove è utilizzato nei prodotti dolciari, nelle creme, nei biscotti, e in molti piatti pronti, ma anche nei prodotti cosmetici, per la cura del corpo e la detersione, quali saponi, creme e shampoo.

Anche nei prodotti biologici ed equo-solidali si può trovare tra gli ingredienti.

L’unico ambito dove non viene impiegato è nei combustibili. La United States Environmental Protection Agency lo ha infatti escluso dai combustibili ecologici, perché le sue emissioni non rispettano i limiti di riduzione dell’impronta di carbonio richiesta per i biocarburanti.

Caratteristiche dell’olio di palma

Bisogna essere chiari, il grasso dell’olio di palma è così diffuso perché è l’unico che possa resistere senza deteriorarsi e irrancidire. L’olio di palma è costituito essenzialmente da grassi saturi non idrogenati che lo rendono quindi semi-solido a temperatura ambiente. Queste qualità lo rendono perfetto per le condizioni ambientali della produzione industriale: i lunghi tempi di stoccaggio, il calore anche prolungato (sole, luce battente) in cui sono conservati i prodotti e la loro conservazione in contenitori non perfettamente chiusi (dadi, biscotti…) per mesi e spesso a temperatura ambiente.

Al contrario l’olio di oliva e di semi, rammolliscono il prodotto, perché ricchi di acidi grassi mono e polinsaturi, e lo deteriorano rapidamente.

Perché si usa l’olio di palma

Le aziende (anche le italiane) usano tutte questo grasso vegetale in diversi prodotti alimentari, anche se è ormai sempre più evidente che si tratti di un grasso di scarsa qualità nutrizionale e relativamente dannoso per la salute. Le ragioni, come sempre, sono di ordine economico, ma anche legislativo.

Primo, si comprimono i costi di produzione, perché il prezzo dell’olio di palma è molto basso rispetto alle alternative come margarina, olio di oliva e di altri oli vegetali, e garantisce una conservabilità maggiore dei prodotti, perché resiste alla temperatura e all’irrancidimento. Il risultato è un prodotto più morbido, più umido, che si mantiene comunque fresco, specie se farcito con creme varie, così da ricorrere ad un packaging semplice e poco costoso. Inoltre non l’olio di palma elimina il ricordo all’alcool per prevenire la formazione di muffe.

Secondo, sia negli alimenti da forno che nelle creme sono i grassi saturi (quelli semisolidi come il burro o la margarina) a dare struttura e consistenza; gli oli vegetali al contrario sono insaturi e liquidi, dunque poco adatti per stabilizzare. Solo l‘olio di palma, pur essendo di origine vegetale, contiene grassi saturi (palmitico, stearico e laurico) come quelli del burro, per questo lo sostituisce nelle preparazioni industriali.

Terzo, l’olio di palma è insapore. Questo non altera il gusto dell’alimento. Provate a usare l’olio d’oliva nelle torte e vi renderete conto che prevale sul sapore dolce.

Quarto, dopo l’entrata in vigore delle nuove normative dell’Organizzazione mondiale della sanità sui grassi idrogenati, l’industria alimentare tende ad impiegare sempre più grassi vegetali alternativi, considerati più sicuri rispetto alle margarine e altri grassi vegetali, reputati più nocivi per la salute perché fonte di grassi trans.

L’olio di palma si trova quindi nel pane, nelle merendine, nei biscotti, ma non solo, anche in creme di vario tipo sia salate che dolci (la Nutella ad esempio), negli omogeneizzati e altri prodotti per bambini, nonché in diversi cibi pronti sia secchi che congelati.

Attenzione però, pur essendo un ingrediente altamente diffuso, non è sempre facile da individuare, anzi: nelle etichette dei prodotti non viene quasi mai inserita la dicitura ‘olio di palma’ ma solitamente al suo posto si riporta una più generica voce ‘grassi vegetali‘.

Se volete rimanere consumatori consapevoli della propria salute sappiate che la soglia giornaliera accettabile per tutti i grassi saturi è il 10% sul totale delle calorie giornaliere.

Olio di palma, alternativa a basso prezzo al grasso animale

Perché l’olio di palma fa male alla salute

Numerosi studi confermano che il consumo abituale di olio di palma tende ad aumentare in modo significativo la concentrazione di grassi nel sangue, dal colesterolo ai trigliceridi, innalzando l’indice di mortalità per patologie cardiovascolari. L’utilizzo di olio di palma incrementerebbe anche (ecco lo studio) la concentrazione di sostanze infiammatorie nel sangue, ed è ormai convinzione accreditata che stati di infiammazione cronica favoriscono lo sviluppo di patologie cardiovascolari, aterosclerosi, diabete e alcune forme tumorali.

Non da ultimo, l’uso del grasso di palma nella sua forma esterificata (una pratica comune nelle industria alimentare) peggiora il profilo lipidico favorendo danni sul sistema cardiovascolare.

Nel 2013 l’Istituto Mario Negri ha condotto un’ampio studio che comparava diverse ricerche incentrate sulla correlazione tra olio di palma ed il suo impatto sulla salute, evidenziando come tali ricerche trattassero solo gli effetti negativi legati all’alto contenuto di acidi grassi saturi dell’olio, legati all’aumento di rischio cardiovascolare e non all’insorgenza di alcuni tumori, di cui ancora si sa poco.

Merendine e biscotti senza olio di palma

Ma come boicottare il consumo dell’olio di palma? Meglio evitare l’acquisto di prodotti con ingredienti come grassi vegetali, scegliere prodotti palm oil free o preferire prodotti preparati direttamente in casa a quelli già confezionati. Alcuni brand già non ne fanno uso, tra cui sia prodotti a marchio proprio (solo le linee biologiche) di alcune catene di supermercati come Coop, Esselunga e Pam, che aziende meno conosciute ma attive nell’alimentazione bio o energetica come Gérminal, Céréal, Misura, e ancora marchi come Loacker, La città del Sole, Galbusera e Ferrero, ma limitatatmente ad alcuni (pochissimi) prodotti.

L’olio di palma e la deforestazione

Gran parte delle bellissime e intricate foreste pluviali del sud-est asiatico sono andate perse per far posto alle coltivazioni di palma da olio sia nelle Filippine che nella regione di Singapore e in gran parte della Malesia e dell’Indonesia. L’allarme per la distruzione della biodiversità di questi ecosistemi è alto, al posto delle foreste oggi sorgono sempre più piantagioni di palme, poco costose in termini di manutenzione e dalla resa elevatissima rispetto agli altri oli.

La popolazione locale, oltre a perdere il suo millenario habitat, dove era abituata a procurarsi cibo rispettando l’eco-sistema di cui faceva parte, oggi è ridotta in schiavitù: diventa forza-lavoro senza diritti, sfruttata dalle multinazionali agro-alimentari per lavorare nelle piantagioni di palma da olio in condizioni di sfruttamento.

Anche gli animali scappano, per inoltrarsi nelle zone più profonde della foresta, o vengono uccisi. L’intero sistema botanico è stravolto. Infine la questione del cambiamento climatico: l’abbattimento di porzioni sempre più ampie di verde aumenta anche la produzione di gas responsabili dell’effetto serra. Le foreste, ricche di ossigeno, sono fondamentali per limitare le sostanze inquinanti nell’aria. Anche i consumi d’acqua, di fertilizzanti, di pesticidi aumentano per via delle piantagioni di palma da olio. Lo stesso Governo indonesiano ammette che l’85% delle emissioni di gas serra deriva proprio dal cambiamento dell’uso del suo suolo, ossia dalla deforestazione. Il global warming è dunque in parte riconducibile all’invasione delle piantagioni di palma da olio.

Tutto questo con il beneplacito dei funzionari governativi locali, i quali dichiarano le foreste come terra destinata a piantagioni perché “inutilizzata” e “improduttiva“, dimenticando che queste sono zone che da secoli appartengono a piccoli agricoltori e a popoli indigeni che coltivano riso e legumi, raccolgo frutta selvatica, piante medicinali e materiale da costruzione, coesistendo con la Natura in modo pacifico.

Tuttavia appelli e dimostrazioni internazionali, e un’opinione pubblica sempre più informata sull’olio di palma e la sua presunta pericolosità, forse sono servite a qualcosa. Nel 2014 è stato raggiunto un accordo importante (High Carbon Stock Approach) in base al quale tutte le aziende interessate alle piantagioni di olio di palma si impegnano a minimizzare il loro impatto ambientale per ottenere questo prodotto. Alcune multinazionali come P&G, L’Oreal, Unilever, Nestlé, Wilmar International e Cargill hanno dichiarato di aver aderito a questo accordo.

Fonte: www.tuttogreen.it

Rimedi naturali per peli incarniti

Esistono numerosi rimedi naturali per peli incarniti e altri fastidiosi inconvenienti legati alla depilazione e alla rasatura, una situazione comune sia agli uomini che alle donne: vediamo quali sono.

Questo disturbo è legato all’occlusione dei pori che ostacola la fuoriuscita del pelo, il quale tenderà a crescere sotto lo strato superficiale dell’epidermide portando alla formazione di accumuli di sebo sotto forma di brufoli o di cisti nei casi più gravi. Ciò può essere causato dall’accumulo di cellule morte, soprattutto a seguito di rasatura, ovvero dall’utilizzo di indumenti troppo aderenti, che occludono i pori.

 

Come prevenire i peli incarniti:

Innanzitutto occorre fare attenzione alla fase di depilazione o rasatura, momenti preliminari che possono condurre alla formazione dei peli incarniti: una rasatura non adeguata o la mancata pulizia dei pori dopo il trattamento possono essere le cause più comuni su cui agire.

Nell’uso del rasoio, ad esempio, è bene individuare la corretta direzione del taglio ed evitare di tendere la pelle con la mano poiché ciò potrebbe comportare la crescita di peli molto acuminati. Nel caso della depilazione femminile con ceretta, invece, bisogna aver cura di pulire i pori dopo il trattamento per evitare l’occlusione del poro da parte di cellule morte o agenti esterni.

Meglio prevenire allora la formazione di questi antipatici peli sottopelle preparando l’epidermide con trattamenti esfolianti e curando la direzione del taglio senza andare contropelo.

Peli incarniti, i rimedi fai-da-te:

Nel caso di peli incarniti di lieve entità, su cui non si siano formate pustole che richiedano il parere di un esperto, è possibile risolvere attraverso metodo naturali fai-da-te. Un primo passaggio consiste nella necessaria rimozione fisica del pelo aiutandosi con l’uso di pinzette opportunamente sterilizzate con cui rompere lo strato superficiale della pelle e favorire l’estrazione del pelo facendo attenzione a non farlo spezzare; è preferibile disinfettare poi l’area, dopo averla pulita dai residui di sebo, con un batuffolo di cotone imbevuto di acqua ossigenata.

Per favorire un’idonea fuoriuscita dei peli senza che si formino sottopelle è bene adottare l’abitudine di trattare le zone del corpo depilate con degli scrub a base di ingredienti naturali per esercitare una ridotta azione abrasiva in grado di eliminare le cellule morte più superficiali: il sale, ottimo esfoliante, o lo zucchero bianco, noto ingrediente per uno scrub d’emergenza, ad esempio, sono due ingredienti di uso domestico che possono essere reperiti con facilità per un trattamento esfoliante d’emergenza.

Fonte: www.tuttogreen.it

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In foto: Scrub Corpo Fai Da Te alla Lavanda

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I viaggi di Ciopilla: Quando il sapone è naturale e artigianale: Saponetico

A volte mi stupisco della velocità che il mondo di oggi è in grado di prendere con un semplice click su un monitor. Un semplice click che ti permette di entrare nella realtà delle persone che stanno dall’altra parte del mondo o in una parte di Italia che non conosci, e che forse non avresti mai avuto modo di conoscere. E quasi per caso ho incontrato Paola Congiu, una creativa ed artigiana con la passione per il naturale che l’hanno portata a crearne una linea propria in quel di Macomer, nel centro della soleggiata Sardegna. Nasce cosi Saponetico, un negozio artigianale che coniuga il naturale degli ingredienti (possibilmente locali) e l’utilizzo di tecniche antiche, imballaggi riciclati e riciclabili senza plastica.

Il sapone naturale e vegetale di Saponetico è al 70% contenente Olio di Oliva, varietà di oli essenziali di produzione locale sarda e una piccola aggiunta di olio di karitè, avocado per citarne alcune. La produzione dei saponi di questo brand sono anche nella linea per bambini dove non sono inseriti gli oli essenziali, e una linea di shampoo e di schiuma da barba. La mia esperienza con Saponetico è stata veramente ottima e appena è arrivato il pacchetto inviatomi da Paola, che ringrazio per la sua gentilezza e la sua dolce disponibilità, la prima impressione avuta è arrivata dall’olfatto che ne ha carpito subito l’essenza. Un insieme di profumazioni delicate e allo stesso tempo intense da avere la sensazione che all’interno della confezione al posto dei saponi ci fossero gli ingredienti integri. Aprendo la confezione di sali da bagno ho avuto l’impressione fin da subito che al suo interno ci fosse un arancio avvolto nella vaniglia, scoprendo invece che la bellezza dei suoi granuli rimaneva anche sulla pelle dopo aver fatto un bel bagno caldo.

Ringraziando Paola per questa bellissima collaborazione vi lascio le informazioni di base per contattarla e adocchiare nella sezione regali, quello che può far piacere per un vostro amico o parente.

Saponetico – Pagina Ufficiale

Pagina Ufficiale di Facebook

viaI viaggi di Ciopilla: Quando il sapone è naturale e artigianale: Saponetico.

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Prodotti 100% naturali, vegetali e certificati VeganOk.

Saponi a base di olio di oliva, con burro di karitè, olio di mandorle, olio di jojoba, olio di lino, olio di avocado; profumati con oli essenziali purissimi o con fragranze senza allergeni; colorati con erbe tintorie.

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Bombe da bagno, sali da bagno, oli struccanti, burri per il corpo e tanto altro, tutto rigorosamente naturale e vegetale.

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I 10 prodotti cancerogeni da eliminare in casa

Ancora una volta dobbiamo ringraziare Greenme per queste dritte in fatto di  ecolologia e salute, questa volta il tasto dolente sono i prodotti che normalmente adoperiamo in casa, che solitamente contengono agenti chimici cancerogeni come formaldeide, nitrobenzene, cloruro di metilene, napthelene, tossine riproduttive e interferenti endocrini. Prima di tutto la cosa che non dovete MAI dimenticare di fare quando acquistate un prodotto, è leggerne l’etichetta. Poi qui di seguito trovate 10 prodotti che sarebbe meglio evitare.

1– I deodoranti molto spesso contengono napthelene e formaldeide che è in grado di provocare irritazioni delle mucose, dermatiti da contatto e asma bronchiale. L’Iternational Agency for Research on Cancer ha classificato la formaldeide come sostanza con “sufficiente evidenza” di cancerogenicità per l’animale e “limitata” per l’uomo, infatti se ci fate caso su molti deodoranti trovate la dicitura “nocivo per gli animali acquatici”

2 – Le vernici e le tinture per le pareti contengono spesso sostanze tossiche. Cercate di affidarvi a soluzioni alternative ed ecologiche alle vernici.

3 – Gli sgrassatori per le automobili sono spesso altamente tossici, se li dovete utilizzare teneteli lontani da fonti di calore e, una volta terminati, buttateli in un centro di smaltimento apposito.

4 – Alle candele normali, preferite quelli fatte di cera d’api con stoppini di cotone. Evitate quelle composte con la paraffina che quando vengono accese sprigionano sostanze come la fuliggine che è un ottimo agente inquinante.

5 – I saponi per tappeti e tappezzeria hanno moltissimi ingredienti che non sono salutari, cercate sempre di acquistare quelli fatti con sostanze naturali e sopratutto cercate di rimuovere le macchie in maniera naturale, con bicarbonato, acido citrico o aceto.

6 – Per il lavaggio a secco evitate prodotti che utilizzino il percloroetilene che è dannoso sia per la salute che per l’ambiente, addirittura l’INAIL l’ha segnalato come agente chimico pericoloso in ambito di incidenti sul lavoro.

7 – Per rimuovere pulci, zecche o pidocchi non utilizzate pesticidi a base di lindano. Fate bollire delle foglie di alloro o un rametto di rosmarino per alcuni minuti, una volta freddo passatelo con uno straccio sul pelo dell’animale, non  è tossico e tiene lontano i parassiti.

8– Evitate ogni tipo di pesticida, provate invece con una soluzione con i pomodori marci mischiati ad acqua, se li spruzzate sulle piante allontanerà i pidocchi, oppure con aglio e olio minerale con qualche goccia di sapone bio, o ancora peperoncino con gocce di sapone bio per i piatti, tutte soluzioni ottime che allontanano i fastidiosi insetti dalle nostre piante.

9 – Nel forno a microonde non mettete mai e poi mai plastica e derivati, e limitatene l’uso.

10 – Evitate le tinture per i capelli e adottate dei metodi naturali come l’ennè perchè le tinte non sono sicure, ad esempio in Francia la Schwarzkopf è stata bandita per un prodotto ritenuto cancerogeno.

Ecco cosa evitare per non incorrere in problemi con la salute e con l’ambiente, inoltre potete anche dare un’occhiata alle nostre idee di pulizia per la casa con metodi naturali utilizzando i prodotti fai da te, oppure l’acido citrico o il bicarbonato di sodio. Insomma sul nostro sito potrete trovare tantissime alternative a questi prodotti che dovete cercare di eliminare quanto prima!

Fonte: http: http://www.eticamente.net

Bicarbonato: i nostri suggerimenti su come usarlo – Soluzioni di Casa

Dall’alimentazione all’igiene personale, il Bicarbonato è un prodotto dai mille usi e per mille occasioni. Anche oggi care amiche, vogliamo svelarvi altri consigli…

1 . IL DETERSIVO PER IL BUCATO  –  Fare il bucato è una necessità quasi quotidiana, ci sono tanti detersivi in commercio per ogni tipo di tessuti  ma noi vogliamo darvi la ricetta di un detersivo per il bucato in lavatrice, che abbiamo preso dal nostro sito, fatto in casa, conveniente e atossico:

Grattugiate a mano un panetto di sapone di Marsiglia rendendolo molto fine.

Mettete il sapone grattugiato in una grande ciotola e aggiungete tutti gli ingredienti mescolandoli bene. Se si formano dei grumi mentre si mescola si può usare un impastatore (da pasticceria) che serve proprio per rompere i grumi a mano.

Versate il sapone da bucato in un contenitore ermetico di vetro (con il tappo a molla per la conservazione) e, siccome questa miscela rimane un po’ umida è bene aggiungere un essiccante per evitare che formi addensamenti.

Ricordate di applicare al barattolo un etichetta con scritto “sapone da bucato”

Dosi: per un carico normale (circa 3 kg) usate 1 cucchiaio di detersivo, mentre per un carico superiore, 2 cucchiai. Tutti gli ingredienti sono facilmente reperibili in commercio, l’acido citrico lo potete trovare nelle farmacie o nelle drogherie.

2 . ALTRI USI DEL BICARBONATO

Per eliminare il cattivo odore che emana l’aspirapolvere: aspirate un mucchietto di due cucchiai di bicarbonato che assorbirà i cattivi odori.

Per gli indumenti sportivi che lavate in lavatrice: aggiungete mezzo bicchiere di bicarbonato al ciclo di risciacquo della lavatrice in modo da combattere più facilmente i cattivi odori durante il lavaggio e rendere il vostro bucato più morbido!

Per la pulizia di apparecchi per i denti o dentiere: sciogliete due cucchiaini di bicarbonato in una tazza d’acqua calda. Immergetevi l’apparecchio . Il bicarbonato aiuta a distaccare i rimasugli di cibo. Potete completare la pulizia con l’aiuto di uno spazzolino.

Non dimentichiamoci che il bicarbonato è un deodorante naturale, ottimo sia per le ascelle che per i piedi soprattutto per deodorare le scarpe da ginnastica. Se lo usate sul corpo potete aiutarvi con un piumino da cipria

e spargerlo delicatamente sotto le ascelle.

viaBicarbonato: i nostri suggerimenti su come usarlo – Soluzioni di Casa.

Talloni screpolati: 10 rimedi naturali che funzionano davvero

talloni screpolati rimedi naturali

Talloni screpolati, cosa fare? Se avete i talloni screpolati, provate ad affidarvi ai rimedi naturali e della nonna. Forse durante l’inverno non vi siete presi cura a sufficienza dei vostri piedi. Vi siete dimenticati di fare lo scrub e di applicare una crema idratante.

Siete ancora in tempo per correre ai ripari prima che arrivi l’estate. Il suggerimento per prevenire i talloni screpolati è di fare uno scrub una volta alla settimana e applicare spesso una crema idratante. Se i talloni sono già screpolati provate ad intervenire due volte alla settimana con un pediluvio seguito da uno scrub e dall’applicazione di un impacco o di una crema idratante, Ecco alcuni rimedi naturali utili in caso di talloni screpolati.

1) Pediluvio alla lavanda e bicarbonato

Per ammorbidire la pelle dei talloni provate con un bel pediluvio caldo alla lavanda e bicarbonato, che avrà anche un piacevole effetto rilassante. Riempite un catino con dell’acqua calda, versate due o tre cucchiai di bicarbonato e quattro gocce di olio essenziale di lavanda. La durata del pediluvio è di 15-20 minuti. Dopo il pediluvio fate uno scrub.

2) Pietra pomice

Usate la pietra pomice soltanto dopo aver ammorbidito la pelle dei talloni con un pediluvio o con un bagno caldo. La pietra pomice è uno strumento molto utile per levigare i talloni e per rimuovere la cellule morte. Strofinatela sui piedi con movimenti circolari e con delicatezza. Dopo il trattamento con la pietra pomice i talloni saranno pronti all’applicazione della crema idratante.

3) Scrub per i talloni

Se non avete a disposizione la pietra pomice ricorrete a uno scrub per i piedi, ancora meglio se fatto in casa. Fare lo scrub ai talloni una volta alla settimana e applicare una crema idratante subito dopo previene il problema dei talloni screpolati e aiuta a risolverlo quando c’è già. Per lo scrub basta mescolare dello zucchero oppure del sale con un olio a vostra scelta fino ad ottenere un composto cremoso. Potete scegliere olio di mandorle dolci o il comune olio extravergine d’oliva.

4) Trattamento all’olio di sesamo

L’olio di sesamo è molto indicato per la pelle secca e per il suo effetto anti-age. Viene usato come olio per il viso e per il corpo. E’adatto anche per piedi e talloni. Per ammorbidire le zone ruvide vi basterà avere a disposizione un cucchiaio di olio di sesamo e 5 gocce di olio essenziale di menta. Diluite l’olio essenziale nell’olio di sesamo, applicatelo sui piedi insistendo su talloni, indossate delle calzine di cotone e lasciate agire per tutta la notte. Al mattino la morbidezza della pelle sarà garantita. Se dovessero essere ancora presenti delle zone ruvide, usate la pietra pomice o fate uno scrub dopo questo trattamento.

5) Esfoliante al bicarbonato

Con il bicarbonato di sodio potrete creare un composto leggermente abrasivo, più delicato di un comune scrub preparato con il sale grosso, utile per ammorbidire i talloni e rimuovere le cellule morte. Mescolate due cucchiai di bicarbonato di sodio e due cucchiai d’acqua tiepida. Massaggiate a lungo sui talloni con movimenti circolari e poi risciacquate. A questo punto potrete applicare sui talloni una crema idratante o qualche goccia di olio di mandorle dolci o di sesamo.

6) Esfoliante alla farina di riso

Per preparare questo semplice trattamento esfoliante per i piedi vi basterà mescolare 2 cucchiai di farina di riso e 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva, di mandorle dolci o di sesamo. Preparate questo trattamento sempre al momento. Amalgamate bene gli ingredienti per ottenere un composto facile da applicare e massaggiatelo sui talloni con le dita o, ancora meglio, con l’aiuto di una spugnetta.

7) Impacco al burro di karitèDSCN2790

Il consiglio è di applicare sui talloni l’impacco al burro di karitè prima di andare a dormire, dopo aver fatto uno scrub o dopo aver passato la pietra pomice. Vi basterà prelevare del burro di karitè dal barattolo con un cucchiaino e riscaldarlo leggermente tra i palmi delle mani oppure a bagnomaria per applicarlo sui talloni senza fatica. Non vi resta che indossare dei calzini di cotone per proteggere i piedi durante la notte. Al mattino risciacquate l’impacco con acqua tiepida e sapone delicato.

8) Impacco al miele

Il miele è un rimedio naturale adatto per prendersi cura della pelle secco, con particolare riferimento alle zone del corpo più ruvide o interessate da problemi di disidratazione, proprio come i talloni. Applicate il miele sui talloni e lasciate agire per 30 minuti prima di risciacquare con acqua tiepida oppure prima di dedicarvi ad un bel pediluvio.

9) Esfoliante alla farina di ceci

Preparate un esfoliante naturale adatto sia per i talloni che per piedi e gambe mescolando 3 cucchiai di farina di ceci, 3 cucchiai di zucchero di canna e 3 cucchiai di mandorle appositamente tritate oppure di farina di mandorle. A questo punto aggiungete 1 cucchiaio d’olio (ad esempio olio d’oliva extravergine, olio di mandorle o di sesamo) e la quantità d’acqua necessaria ad ottenere un composto facile da applicare e strofinare sulla pelle. Massaggiate più volte lo scrub sui talloni, utilizzate subito eventuali avanzi per fare uno scrub per il corpo insistendo sulle zone ruvide.

10) Rimedio all’olio e limone

In un bicchiere mescolate 2 cucchiai di succo di limone e 2 cucchiai di olio d’oliva. Aggiungete a poco a poco del bicarbonato di sodio o della farina di riso e mescolato fino ad ottenere un composto cremoso. Massaggiate sui talloni come se fosse uno scrub oppure utilizzatelo come un impacco per ammorbidire la pelle indurita. Questo rimedi è valido anche in caso di calli e duroni.

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Marta Albè/Fonte: GreenMe.it

Gli ingredienti più tossici contenuti nei cosmetici

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INGREDIENTI PIU’ TOSSICI CONTENUTI NEI COSMETICI – Ogni giorno utilizziamo sapone e detergenti per lavarci, creme per il viso e per il corpo per rendere la nostra pelle morbida,shampoo e balsamo per avere chiome setose, per non parlare poi dell’innumerevole quantità di prodotti cosmetici che noi donne abbiamo nel nostro beauty-case: rossetti, ombretti, matite per occhi e labbra, kajal, smalti e mascara di ogni colore. Ma vi siete mai chiesti cosa c’è all’interno dei prodotti che usiamo quotidianamente?

Qualche anno fa aveva fatto scalpore una ricerca in cui si affermava che una donna si spalma ogni giorno 515 tipi di addittivi chimici. Nonostante lo studio sia stato prontamentesmentito da Unipro,  basta soffermarsi almeno una volta a  leggere le etichette dei più comuni cosmetici e detergenti, per incontrare termini e sigle talvolta difficili da pronunciare che molto spesso si rivelano dannose per la pelle e causa difenomeni allergici, di sensibilizzazione o di irritazione.

Abbiamo provato a stilare una breve lista degli ingredienti nocivi più usati nei cosmetici

I CONSERVANTI ovvero tutte quelle sostanze che devono essere addizionate ai cosmetici contenenti acqua per evitare che si sviluppino muffe o batteri. Tra i più comuni troviamo:

  • FORMALDEIDE: la troviamo in tantissimi prodotti di uso comune e purtroppo viene largamente usata anche nella conservazione dei cosmetici. Prodotti come fondotinta, shampoo e smalti contengono formaldeide che oltre ad essere una sostanza conservante è un potente battericida. Nonostante sia stata accertata la sua cancerogenicità, la formaldeide continua ad essere contenuta in una vasta gamma di prodotti, anche se a concentrazioni molto basse.
  • PARABENI: i sei principali parabeni che possiamo trovare nelle formulazioni in commercio sonomethylparaben, ethylparaben, propylparaben, isobutylparaben, butylparaben ebenzylparaben e vengono usati come conservanti nelle creme idratanti, solari, nei dentifrici, negli shampoo, nei detergenti intimi, nei deodoranti, nei gel da barba, insomma in tantissimi cosmetici di uso quotidiano, persino nei cosiddetti prodotti “naturali” o “organici” . E’ stato ampiamente dimostrato che queste sostanze penetrano attraverso la pelle e restano intatte all’interno del tessuto, accumulandosi. Sebbene siano legalmente autorizzati nell’Unione Europea, anche i parabeni sono seriamente sospettati di essere cancerogeni.
  • QUATERNIUM 15: fa sempre parte dei conservanti. E’ presente in molti cosmetici per il make-up degli occhi, nei fondotinta, negli shampoo ma anche nelle lozioni idratanti e nelle creme solari. E’ nocivo perché rilascia formaldeide, è tossico e dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione.
  • KATHON CG: è un altro conservante, un antimicrobico ad ampio spettro d’azione, incolore e inodore contenuto nei dermocosmetici, nei prodotti per l’igiene personale e nei prodotti per la casa. Dal punto di vista tossicologico, il Kathon CG, è stato classificato come irritante primario nonostante abbia un grandissimo utilizzo. E’ possibile trovarlo sulle etichette con dei sinonimi come GROTAN, EUXIL o ISOTIAZOLINA.
    Altre sostanze impiegate comunemente nei cosmetici che ognuno di noi ha in casa sono:
    • MEA-DEA-TEA: non sono i nomi di tre simpatiche sorelle ma rispettivamente le sigle di monoethanolamine, diethanolamine, triethanolamine e sono presenti in molti composti cosmetici. Li possiamo trovare quasi sempre nei prodotti che fanno schiuma quindi shampoo, saponi e bagnoschiuma e danno luogo a nitrati e nitrosamine ovvero agenti cancerogeni.
    • PARAFENILENDIAMINA(PFD): questa sostanza, dal nome difficile da pronunciare, la incontriamo spesso quando andiamo dal parrucchiere, infatti è il colorante più importante usato per le colorazioni permanenti dei capelli. Molto spesso dà luogo a fenomeni di sensibilizzazione tanto che questa sostanza è stata bandita da molti Paesi europei.
    • FTALATI: una tra le sostanze più incriminate, di cui avevamo già ampiamente parlato, trova ampio utilizzo anche in campo cosmetico. Secondo un rapporto di Greenpeace, un grandissimo numero di profumi per uomo e donna delle migliori marche contiene due sostanze che possono avere effetti indesiderati sulla salute: gli ftalati appunto e i muschi sintetici.
    • TENSIOATTIVI: sono sostanze dotate di proprietà schiumogene, detergenti e solubilizzanti. Sono ovviamente presenti in tutti i prodotti che detergono corpo e capelli e i più conosciuti sono senza dubbio il sodium laureth sulfate (SLES) e il sodium lauryl sulfate (SLS). Non sono sostanze cancerogene, come si pensava fino a qualche anno fa, ma essendo molto aggressive è meglio preferire prodotti contenenti tensioattivi più delicati e soprattutto limitarne l’uso.
    • TOLUENE: leggi toluene e pensi subito ai prodotti per le unghie e in effetti il toluene è il solvente che serve a stendere facilmente lo smalto. Purtroppo è stato collegato a disturbi del sistema nervoso e può inoltre causare danni ai reni. Per correre ai ripari alcune case cosmetiche hanno tolto dai componenti dei loro smalti la sostanza incriminata. Forse il nostro smalto si sgretolerà più velocemente, ma avremo la certezza  di non avvelenarci.
      • PROFUMO: tutti i cosmetici in genere hanno un odore gradevole. Siamo portati a pensare che la fragranza all’interno dei prodotti per l’igiene personale sia del tutto innocua, ma non è così. Il 95% delle sostanze chimiche impiegate nei profumi e nelle fragranze dei cosmetici sono composti sintetici derivati dal petrolio e dal momento che i profumi hanno un basso peso molecolare, riescono a penetrare più facilmente nella pelle e possono causare allergie o difficoltà respiratorie.
      • IDROCHINONE: leggendo le etichette dei prodotti schiarenti per la pelle è facile imbattersi in questo composto, un fenolo che risulta essere nocivo, irritante e pericoloso per l’ambiente. Anche se ne è stato vietato l’uso come schiarente per la pelle, questa sostanza continua ad essere impiegata nelle tinture per capelli, anche se a concentrazioni basse.
      • COAL TAR: spesso in dermatologia per curare la psoriasi vengono utilizzati i catrami terapeutici. Tra questi, il più efficace è il Coal Tar ovvero il catrame minerale che, per la sua attività riducente e antiseborroica, trova impiego in molte creme antri prurito e nei trattamenti per il cuoio capelluto ma può dar luogo a fenomeni di fotosensibilizzazione.
      • ALLUMINIUM: lo troviamo all’interno di tantissimi prodotti, alimentari e non, e ovviamente non poteva mancare tra i componenti di molti cosmetici, in particolar modo deodoranti eantitraspiranti, che possono contenere fino al 20% di sali di alluminio sotto forma di cloridrati di alluminio e idrati di zirconio. L’uso prolungato di queste sostanze è collegato al rischio di insorgenza di cancro al seno poiché i sali di alluminio sono in grado di danneggiare in modo significativo il Dna delle cellule, stimolandone la degenerazione in cellule cancerose.
    • Con questa lista di prodotti nocivi per la salute e l’ambiente, non avevamo intenzione di spaventarvi o convincervi a svuotare il beauty-case! Semplicemente vorremmo cercare di farvi capire quali sono i prodotti più sicuri da usare e spingervi verso un consumo consapevole dei cosmetici,preferendo quelli biologici (in cui per legge non possono contenere tali sostanze) e che non siano stati testati su animali. Ma soprattutto di leggere bene l’etichetta: conoscere l’INCI è l’unica arma per scegliere bene.

      Chiara Fornaro/fonte: greenMe.it